Ieri mattina, il presidente del Comites, Sandro Fratini, accompagnato dalla segretaria Saida Braham, ha effettuato una visita al Villaggio dell’Ufficio nazionale dell’Artigianato di Denden, nel governatorato di Manouba, a nord-ovest di Tunisi. La visita arriva in risposta all’invito dell’onorevole Asma Darwish, membro della commissione Esteri dell’Assemblea dei rappresentanti del popolo (Arp), prima camera del parlamento tunisino. Il Villaggio di Denden rappresenta un polo di riferimento per l’artigianato tunisino e ospita circa cinquanta botteghe e laboratori su una superficie di circa quattromila metri quadrati. Al suo interno, operano artigiani altamente qualificati impegnati in mestieri tradizionali quali la tessitura, la ceramica, il mosaico, la lavorazione del ferro battuto e del legno, espressione di un patrimonio identitario di grande valore per il Paese.
La visita – racconta Fratini ad “Agenzia Nova” ha permesso di “apprezzare la ricchezza e la varietà delle produzioni esposte e di incontrare gli artigiani locali, distinguendosi per l’accoglienza e la disponibilità alla collaborazione”. I manufatti, interamente realizzati a mano, si caratterizzano per l’elevata qualità e l’autenticità delle lavorazioni. Dall’incontro “è emerso il significativo potenziale di sviluppo del Villaggio, che potrebbe essere ulteriormente valorizzato attraverso partenariati strutturati con enti, istituzioni, imprese e università italiane”, ha aggiunto Fratini a “Nova”. Tali collaborazioni, secondo quanto evidenziato, favorirebbero programmi congiunti di formazione, ricerca applicata e scambio di buone pratiche nei settori del design, del marketing e della promozione del patrimonio artigianale. Il Comites Tunisia ha infine annunciato l’impegno a promuovere visite turistiche rivolte alla comunità italiana residente, sottolineando come il sostegno a iniziative di questo tipo rappresenti una “leva strategica per la tutela del saper fare artigianale tunisino, la creazione di valore aggiunto e l’integrazione sostenibile degli artigiani nei circuiti economici internazionali”.
Il settore dell’artigianato in Tunisia rappresenta uno dei pilastri dell’economia nazionale, non solo per il suo valore culturale ma anche per l’impatto diretto su occupazione, crescita e commercio estero. Secondo i dati dell’Ufficio nazionale dell’artigianato (Ona), il comparto contribuisce per circa il quattro per cento al Prodotto interno lordo (Pil) e impiega circa 350 mila persone, pari all’8,5 per cento della popolazione attiva. Sul fronte delle esportazioni. Il settore conta inoltre circa 150 mila artigiani patentati e oltre 1.900 imprese artigiane registrate. Il 2025 stato caratterizzato da una forte spinta verso l’innovazione, la digitalizzazione e l’internazionalizzazione, come emerso durante la fiera Articrea 2025 svoltasi a Tunisi. Le autorità tunisine puntano in particolare sulla modernizzazione dei canali di vendita e sul rinnovamento del design dei prodotti, con l’obiettivo di rafforzare la presenza sui mercati esteri, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti.
Cresce anche l’attenzione alla sostenibilità, con una domanda in aumento per prodotti artigianali eco-compatibili e realizzati a mano, come ceramiche, tessuti naturali e manufatti in legno d’ulivo, in linea con le tendenze globali dei consumi responsabili. Nel complesso, l’artigianato tunisino si inserisce in un contesto di crescita economica nazionale stimata intorno al 2,6 per cento nel 2025, secondo la Banca mondiale, confermando il proprio ruolo strategico nello sviluppo inclusivo del Paese.
(Tut)
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